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Prevenzione dell'Ipertensione

Cos’è l’ipertensione

L’ipertensione, chiamata comunemente “pressione alta”, è la causa principale di malattie cardiovascolari nei paesi occidentali, vera epidemia del terzo millennio. Più che di una malattia, si tratta di una grave e diffusa condizione patologica, se si pensa che per buona metà gli italiani ipertesi non si curano adeguatamente e addirittura 3 milioni non si rendono conto di soffrirne. Linfa di vita, il sangue, pompato dal cuore, trasporta il nutrimento alle nostre cellule, conduce l’ossigeno dai polmoni ai tessuti  e, in senso inverso, l’anidride carbonica dai tessuti ai polmoni; ancora, accompagna i prodotti di scarto dell’organismo ai reni; ci difende dalle infezioni e riduce la perdita di liquidi attraverso la coagulazione dei vasi sanguigni danneggiati; aiuta a regolare la temperatura corporea. Tutte queste funzioni ricevono impulso proprio dalla pressione che il cuore esercita sul sangue per farlo circolare all’interno del nostro corpo. Quando il muscolo cardiaco si contrae, alterna ritmicamente movimenti di contrazione ( o sistole ) che pompano il sangue nelle arterie  verso la “periferia”, a movimenti di rilassamento ( o diastole ) durante i quali il cuore riceve il sangue di ritorno attraverso le vene. La spinta al sangue in uscita è il momento di massimo sforzo del cuore ed  è chiamata pressione sistolica o massima, l’altra è la pressione diastolica o minima e segna il momento di massimo rilassamento del muscolo cardiaco. Invece per definire la frequenza cardiaca è necessario contare il numero delle contrazioni del cuore per la durata di un minuto. Se la pressione è alta questo significa che il cuore è costretto a pompare più forte perché per qualche motivo  le arterie  sono meno elastiche, e così come all’interno di un sistema idraulico, quando si restringe il diametro o la portata dei tubi, da qualche parte del sistema qualcosa rischia di “saltare”: infatti un eccesso di pressione può provocare gravissimi danni al cuore, al cervello, sui reni e sugli occhi.  La pressione cresce costantemente con l’età e dovrebbe mantenersi entro i valori consigliati , ma i valori ottimali di un adulto sono compresi tra 120 mmHg di massima e 80 di minima. Si modifica durante i momenti della giornata e aumenta nei momenti di sforzo fisico, di stress o paura. E’ legata anche alla stagione perché durante l’estate i vasi sanguigni si dilatano per favorire la dispersione di calore del nostro organismo che rischierebbe di surriscaldarsi: allargandosi il diametro dei vasi sanguigni, la pressione si abbassa di conseguenza. Analogamente, i vasi riducono il loro spessore con il freddo per impedire la dispersione di calore e ciò fa aumentare la pressione sanguigna in inverno. Infine viene definita pressione da camice bianco quell’aumento che deriva dallo stress del sentirsi sotto osservazione quando a misurare la pressione sono un  medico, un infermiere o un farmacista: è dimostrato che i valori sono inferiori quando la misurazione è effettuata dal paziente stesso (l’automisurazione) o da un familiare. Per tutti questi motivi possono verificarsi episodi sporadici di pressione alta, che tuttavia diventa pericolosa quando rimane costantemente superiore ai 140 mmHg di massima e ai 90 mmHg di minima.

Chi è più a rischio

Molte volte chi è iperteso scopre di esserlo quando purtroppo la pressione ha già provocato danni a cuore, cervello, occhi o reni: la maggioranza degli italiani ipertesi ignora di soffrire di ipertensione. Non a caso si parla di “killer silenzioso” riferendosi ad una condizione spesso asintomatica. Addirittura non si controlla la pressione neppure in presenza di segnali: cefalea, testa pesante, vertigini, ronzii alle orecchie, perdita di sangue dal naso, palpitazioni, gonfiori alle gambe, crampi, stanchezza immotivata, eccessiva sudorazione e impotenza. In questi casi è importante rivolgersi al medico, soprattutto se si ha una certa età, si è sovrappeso, si fuma, o si beve in eccesso, e magari si hanno familiari ipertesi. E’ certo che con l’avanzare dell’età la pressione aumenta progressivamente, ma questo non significa che nella terza età dovremo tutti soffrire di ipertensione e delle gravi conseguenze che comporta. Chi non ha una predisposizione genetica e conduce uno stile di vita sano, senza fumare,  con un’alimentazione adeguata e un po’ di attività fisica, con gli anni vedrà crescere la propria pressione senza però arrivare all’ipertensione. Ad ogni età la prevenzione è fondamentale  e il controllo della pressione è uno degli esami più preziosi ed è semplicissimo tenerla controllata:  richiede pochi minuti e si misura in millimetri di mercurio – mmHg – con uno strumento chiamato sfigmomanometro. Mentre il medico normalmente misura la pressione con lo sfigmomanometro a mercurio - quello dove si vede la colonnina con il mercurio liquido che va su e giù lungo l’asticella – l’automisurazione si effettua con lo sfigmomanometro digitale, apparecchio affidabile e a costo ragionevole che il farmacista di fiducia saprà consigliare. Inoltre presso le farmacie sono sempre presenti apparecchi professionali ed estremamente precisi per una misurazione “al volo”, ogni volta che si desidera. Da qualche tempo  inoltre in farmacia è possibile farsi applicare un Holter Pressorio  24 Ore che misura automaticamente la pressione e la frequenza cardiaca per un’intera giornata ogni 15 minuti, senza arrecare alcun disagio a chi lo “indossa”, e fornisce uno spaccato completo dell’andamento dei valori pressori che il medico potrà valutare.

Buoni consigli contro l’ipertensione

La cause dell’ipertensione non sono completamente note: si distinguono l’ipertensione essenziale che riguarda il 90% delle persone ed è correlata alla ereditarietà, alla dieta e allo stile di vita; l’ipertensione secondaria (che riguarda un 5-10% di ipertesi) di cui si conoscono le cause perché si manifesta come conseguenza di altre malattie e una volta risolte queste, regredisce per ritornare alla normalità; e infine l’ipertensione iatrogena ( dal greco ‘iatros’ medico ) causata dall’assunzione di farmaci che possono provocare ipertensione: se si assumono contraccettivi, antinfiammatori, antidepressivi triciclici, vasocostrittori nasali e congiuntivali, oppure cortisonici, ogni alterazione della pressione va riferita al medico che dovrà tenere sotto controllo la situazione. Per prevenire l’ipertensione più diffusa, cioè quella che probabilmente ereditiamo dai nostri genitori e di cui spesso acceleriamo la comparsa, ci sono pochi ma importanti accorgimenti:

  1. Limitare il sodio e i cibi salati: il sale infatti aumenta la resistenza delle arterie al normale flusso del sangue e la ritenzione dei liquidi. Meglio ridurre se non abolire drasticamente il sale da cucina, magari per insaporire utilizzare erbe aromatiche fresche, spezie, limone e aceto.  Controllare sempre il contenuto di sodio nelle etichette del cibo e delle acque minerali, e preferire quelli meno salati. Limitare i sughi pronti e cibi in scatola e condimenti come dado da brodo, ketchup, salsa di soia, senape, ecc. Non aggiungere sale nelle pappe dei bambini durante il primo anno di vita e abituarli a mangiare cibi poco salati.
  2.  Ridurre il consumo di cibi grassi: all’aumentare dei valori di colesterolo e trigliceridi, aumenta la formazione di placche aterosclerotiche sulle pareti interne delle arterie. Queste placche crescono lentamente a partire dai 40 anni restringendo la circonferenza interna dell’arteria e facendo aumentare la pressione del sangue. Inoltre con l’età i vasi sanguigni diventano meno elastici e si induriscono sviluppando piccole fessure che consentono al colesterolo di infiltrarsi anche dall’esterno dentro ai vasi, le placche diventano fibrose e su queste si depositano grumi di piastrine, che si possono staccare e andare ad occludere vasi più piccoli arrestando la circolazione in quell’area, provocando un’embolia. Quando è un’arteria a bloccarsi completamente il flusso di sangue viene interrotto e si può arrivare a perdere l’arto colpito, mentre se si blocca un’arteria coronaria o del cervello questo può provocare un infarto o un ictus, mettendo a rischio di vita.
  3. Non esagerare con il numero di caffè o di tè, perché caffeina e teofillina sono sostanze eccitanti che accelerano il battito cardiaco, facendo aumentare la pressione sanguigna. Anche della liquirizia è bene non abusare perché l’acido glicirizzinico contenuto in essa produce provoca un aumento della pressione.
  4.  L’alcool è un vero killer: un consumo eccessivo di alcoolici, oltre a provocare tanti incidenti sulle nostre strade, fa crescere il livello dei trigliceridi nel sangue con la formazione di placche aterosclerotiche. In più essendo molto calorico, l’alcool non aiuta di certo il contenimento del peso corporeo. E’ quindi consigliabile limitarsi entro i 20 grammi di alcool al giorno, che corrispondono a 1-2 bicchieri di vino, oppure 400 ml di birra, o un bicchierino di superalcolici. Un consumo moderato di vino rosso a pasto, giova alla salute per via degli antiossidanti contenuti nel vino, in particolare il resveratrolo, che possono svolgere un ruolo protettivo sia nei confronti dei danni causati dai radicali liberi che nella prevenzione delle malattie cardiovascolari.  Scopri le giuste quantità da assumere
  5. L’obesità è una condizione molto pericola per l’organismo. Quando c’è tanto grasso in più il cuore deve compiere uno sforzo maggiore, tende ad  ingrossarsi ed è costretto a richiamare una quantità maggiore di ossigeno che però fatica a ricevere. Riducendo il peso corporeo la pressione si abbassa e si riducono sia il rischio cardiovascolare che il rischio di malattie degenerative come il diabete e l’insufficienza respiratoria.
  6.  Il fumo è un potente vasocostrittore, cioè restringe la superficie delle arterie  riducendo l’ossigenazione dei tessuti: una sigaretta può far alzare la pressione anche di 10 mmHg per almeno un quarto d’ora. Il cuore quindi è costretto ad un superlavoro e la pressione aumenta: lo stesso si verifica anche per il fumo passivo.
  7. Lo stress: quante colpe gli vengono attribuite, spesso in mancanza di motivi apparenti. Eppure è dimostrata la sua responsabilità nel caso dell’ipertensione. Dispiaceri, dissapori familiari, superlavoro, arrabbiature ecc. causano scariche dell’ormone adrenalina che producono aumenti di pressione e di frequenza cardiaca. In tal caso è opportuno rivolgersi al medico, che sicuramente prescriverà uno stile di vita più rilassato, facendosi aiutare magari da yoga, meditazione, musicoterapia e altre tecniche di rilassamento.
  8.  La sedentarietà raddoppia la probabilità di malattie cardiovascolari, di diabete mellito, di obesità e di ictus. Una moderata attività aerobica produce, oltre ad altri effetti neuro-ormonali, una riduzione della pressione fino a 10 mmHg (al pari di un farmaco anti-ipertensivo) perché i vasi sanguigni si adattano progressivamente allo sforzo fisico allargando il loro diametro. Tra le attività consigliate: camminata veloce, corsa, nuoto, bicicletta o cyclette, ergometro a braccia, acquagym, aerobica, tapis roulant, step, almeno 3 volte a settimana, per una durata di 30 minuti, ed uno sforzo muscolare che non superi il 70% della frequenza massima teorica ( la “frequenza massima teorica” di una persona è pari a  220 meno l’età, e del numero ottenuto si calcola il 70% per ottenere la frequenza cardiaca massima, da tenere controllata durante lo sforzo fisico indossando un leggerissimo cardiofrequenzimetro che si acquista in farmacia).
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Previeni l’ipertensione in farmacia

Mentre il medico normalmente misura la pressione con lo sfigmomanometro a mercurio - quello dove si vede la colonnina con il mercurio liquido che va su e giù lungo l’asticella – l’automisurazione con uno sfigmomanometro digitale è comodissima e affidabile:  il farmacista di fiducia saprà consigliare lo strumento più adatto. Presso le farmacie sono sempre presenti apparecchi professionali ed estremamente precisi per una misurazione “al volo”, ogni volta che si desidera. Da qualche tempo  inoltre in farmacia è possibile farsi applicare un Holter Pressorio  24 Ore che misura automaticamente la pressione e la frequenza cardiaca per un’intera giornata ogni 15 minuti, e senza arrecare alcun disagio a chi lo “indossa” fornisce quindi uno spaccato completo dell’andamento dei valori pressori, da mostrare al medico. In presenza di sintomi come cefalea ricorrente, testa pesante, vertigini, ronzii alle orecchie, perdita di sangue dal naso, palpitazioni, gonfiori alle gambe, crampi, stanchezza immotivata, eccessiva sudorazione e impotenza è imperativo richiedere un controllo al proprio medico, così come in presenza dei cosiddetti fattori di rischio:  familiarità, se si è obesi, si fuma o si è forti bevitori. In assenza dei sintomi indicati o di fattori di rischio è comunque opportuno controllare la pressione fino ai 40 anni almeno una volta all’anno, due volte l’anno tra i 40 e i 50 anni, 4 volte l’anno dopo i 50 anni. Non è sempre facile intercettare l’ipertensione: per un adulto senza grandi problemi si potrà misurare la pressione per  quattro-cinque settimane di seguito una volta a settimana, mattino e sera, sempre alla stessa ora e prendendo nota in un diario da comunicare al medico. Se invece i valori sono alti o si è sotto cura per l’ipertensione, si consiglia di misurare la pressione  tre volte a settimana, mattina e sera, alla stessa ora, sempre riportando i valori su un diario da mostrare al medico, che ci fornirà consigli sullo stile di vita da seguire ed eventualmente prescriverà un farmaco per mantenere la pressione a livelli adeguati. La misurazione va fatta dopo esser stati 5 minuti a riposo e tranquilli, senza aver fatto attività fisica o il bagno. Occorre aspettare almeno 30-40 minuti dopo aver mangiato. Non assumere alcolici prima del controllo e non prendere caffè nell’ora precedente. La pressione va misurata sempre nella stessa posizione con un braccio steso in avanti all’altezza del cuore e appoggiato a un piano, rimanendo fermi senza accavallare le gambe. La nicotina è un vasocostrittore potente: meglio non fumare nell’ora precedente la misurazione. Meglio sarebbe smettere di fumare del  tutto!!!

Valori consigliati  

Classificazione dell’ipertensione suggerita dall’OMS, basata sui livelli della pressione arteriosa nei soggetti adulti di età uguale o superiore a 18 anni.

Categoria

Pressione arteriosa in mmHg

   

Ottimale

< 80

< 120

Normale

< 85

< 130

Normale – alta

85 – 89

130 – 139

Ipertensione di Grado 1 borderline

90 – 94

140 – 149

Ipertensione di Grado 1 lieve

95 – 99

150 – 159

Ipertensione di Grado 2 moderata

100 – 109

160 – 179

Ipertensione di Grado 3 grave

≥110

≥180

Ipertensione sistolica isolata borderline

< 90

140 – 149

Ipertensione sistolica isolata

< 90

≥150

N.B. Quando la pressione sistolica e diastolica di un paziente rientrano in categorie differenti la classificazione va fatta in base alla categoria maggiore.

Scopri la giusta quantità di bevande alcoliche

Le bevande alcoliche sono costituite da acqua, da alcol etilico (anche detto etanolo) e da una piccola percentuale di altre sostanze, presenti naturalmente oppure aggiunte: aromi, coloranti, antiossidanti, ecc. La componente fondamentale di tutte le bevande alcoliche, l’etanolo, è una sostanza estranea all’organismo, non essenziale anzi per molti aspetti  tossica, che  il corpo umano è in grado di sopportare senza danni, a patto che si mantenga entro i limiti di un consumo moderato, cioè non più di 2-3 Unità Alcoliche U.A. al giorno per l’uomo, non più di 1-2 per la donna, e non più di una per gli anziani. Una Unità Alcolica corrisponde a circa 12 grammi di etanolo, che è presente in quantità diverse in base alle varie bevande. Bambini e adolescenti non dovrebbero assumere alcolici, mentre donne in gravidanza e in allattamento non dovrebbero assumere più di una unità alcolica una volta o al massimo due volte a settimana. Lequantità indicate sono da intendersi come quantità massima da assumere durante i pasti e mai in maniera troppo ravvicinata per consentire all’organismo di metabolizzare l’alcool.

Unità alcoliche contenute nelle bevande  

Vino da pasto (11 gradi, un bicchiere da 125ml)                              1             U.A.

Vino da pasto (13,5 gradi, un bicchiere da 125ml)                          1,1          U.A.

  1. Birra (4,5 gradi, una lattina da                                            1             U.A.

Birra doppio malto (8 gradi, un boccale da 200ml)                         1             U.A.

Aperitivi alcolici (20 gradi, un bicchierino da 75ml)                       1             U.A.

Cognac, Grappa, Vodka (40 gradi, un bicchierino da 40ml)             1,1          U.A.